IL CORPO CHE RIDE

con Ginevra Sanguigno

Progetto per una architettura del benessere: ridere e giocare fa bene alla salute
Proposta per un percorso alla scoperta del proprio clown.
Per fare del bene a noi stessi e agli altri.

“Il corpo che ride” e’ un seminario che vuol esplorare i potenziali del nostro “cuore”.
Quella parte di noi dove risplende la nostra energia creatrice e rigeneratrice, e la nostra poesia folle, gioiosa. Il clown e’ la figura che concentra maggiormente queste caratteristiche.

Jaques Lecoq, maestro di teatro, scriveva:

“La figura del clown e’ la piu’ diffcile da rappresentare per un attore, perche’ racchiude tutte le gamme di emozioni dell’essere umano. Questo presuppone, da parte dell’attore, un profonda conoscenza di se’ stesso, un’esplorazione sincera delle propie emozioni, la disponibilita’ a mettersi in gioco , a ridere di se’ stessi e a non identificarsi in nessun ruolo “

Il lavoro che proponiamo è su un tipo di clown non spettacolare, che spesso non ha bisogno del naso rosso ,che sà ascoltare i bisogni dell’altro e si presenta al mondo con coraggio ed umiltà.
L’Ambasciatore del Sorriso, che viaggia nei paesi in guerra ,nei paesi poveri, nelle carceri, negli ospedali, in strada, con il vestito colorato e le bolle di sapone, e li usa come strumenti di diplomazia per fare la pace, per portare sollievo nelle situazioni di sofferenza.
Il clown che rivela le sue emozioni, ride di se’ stesso ed e’ pronto ad aiutare in modo sincero, senza pregiudizi e senza identificarsi nel ruolo.
Il clown che porta tra la gente il suo grande cuore allegro, che sa riunire attorno a sé chi soffre in un clima di amicizia, calore umano e giocosità, che crea un’atmosfera sciocca dove il riso esce facilmente, dove non ci si prende troppo sul serio, dove la vita diventa incredibilmente leggera per un istante.
Entrando in quella leggerezza e profondita’ per ritrovarci amici, fratelli, sorelle, bambini, esseri umani consapevoli.

SCHOOL FOR DESIGNING A SOCIETY

in Italia con Educare al Desiderio nel 2007,2008 ,2009 ,2012

La School for Designing a Society è un progetto avviato nel 1991 ad Urbana, Illinois (USA), da un gruppo di docenti universitari, attori, artisti e attivisti politici. Il progetto si configura come un laboratorio sperimentale in cui è possibile immaginare ed agire il cambiamento attraverso la creazione di contesti di vita temporanei in cui la domanda “Qual è il mio modello di società desiderabile?” è oggetto di attenta e stimolante analisi e punto di partenza per la realizzazione di proposte creative.

Perché una società desiderabile?

Il nostro è un appello rivolto all’individuo: ai nostri vicini, seppur lontani, ormai consapevoli del fatto che l’attuale sistema sociale si alimenta e trae vigore a discapito dei propri membri, generando infelicità, sofferenza, assenza di progettualità, violenza e degrado umano. Il sistema sociale dominante individua nella “natura umana” il problema e sostiene che l’attuale sistema, per l’appunto, sia la soluzione. Abbiamo analizzato a lungo questo sistema e non lo vogliamo. Poiché ogni sistema sociale non ha una genesi naturale, ma è diretta espressione della creazione e dell’attività umana che lo cristallizza come unico orizzonte paradigmatico possibile, desideriamo creare nuovi sistemi sociali e trasformare le dinamiche che, giornalmente, governano l’agire umano.

Perché una scuola?

Perché una scuola può offrire il caos iniziale, quel necessario passaggio destrutturante, utile a stimolare la creazione di nuove idee. Perché tutti possono imparare, ovunque e in qualsiasi momento, ma in una scuola ci sono maggiori probabilità di trovare qualcuno che possa insegnare. Perché l’insegnamento è una delle poche professioni che non può prescindere dalla condivisione del potere. Perché in una scuola le persone possono incontrarsi con l’obiettivo comune di mettere in discussione le premesse e le condizioni che nell’attuale società si danno per scontate. Perché una scuola “disinteressata” fornisce un contesto temporaneo contro la logica del lavoro orientato al profitto.

Cosa distingue questa Scuola dalle altre?

Sono poche le scuole, su scala mondiale, che si basano sul desiderio di cambiare la società. La proposta di questa scuola, infatti, è che il cambiamento sociale debba essere diretta espressione del desiderio degli studenti. In nessuna altra scuola i desideri degli studenti sono tenuti in tale considerazione. Questa scuola è organizzata da persone che sanno come accettare un invito. Non ci sono dirigenti scolastici.

IL CUORE CHE DANZA

con Italo Bertolasi e Ginevra Sanguigno

“Fare il clown è un trucco per rendere l’amore più vicino, più accessibile: è un arnese per costruire quel ponte.
Le persone sono state create uguali e si sentono al sicuro coi clown. È importante sapere che chiunque può fare il clown, visto che non deve possedere doti particolari, ma solo il desiderio di portare amore a ogni persona che incontra.
La fame d’amore farà venir fuori il clown che è in noi!”.

Danza, Giochi, Culle, Zen del clown.
Giocosi strumenti che stimolano la nostre capacità creative di comunicazione e di sostegno, cullare e accogliere gli altri nel “nido” del cuore.
I giochi proposti , le improvvisazioni , i buffi esperimenti alla scoperta del proprio clown, gli esercizi di contact improvvisation , faciliteranno sia l’ascolto di sé stessi che dei bisogni vitali dell’altro, per creare un clima di abbandono fiducioso, di armonia e di pace.
Potremmo così contattare livelli più profondi del nostro essere. E sciogliere le tensioni di “corpo ed anima . Potenziando la comunicazione non verbale, la consapevolezza delle emozioni , esplorando le nostre strategie d’amore. Info:

italobertolasi@alice.itinfo@clowns.it
Mobile Italo +39.338.6506553

EDU CARE

Capitanato dal dott. Hunter “Patch” Adams e da un team di collaboratori, il progetto “EduCare: Educare con Cura, Educare alla cura” vuole essere una fucina di idee finalizzata all’esplorazione e alla formulazione di strategie, modelli e linguaggi sull’importanza della cura e della relazione di cura in ambito educativo, pedagogico e didattico.

EduCare si rivolge a studenti, insegnanti, educatori e sognatori che non intendono soccombere al linguaggio repellente e riformatore (o de-formatore) che popola l’attuale dibattito sulla scuola e sull’educazione.
Il progetto EduCare intende disinnescare le tattiche convenzionalmente adottate per destituire l’importanza della cura giacché ritenuta irrilevante alla luce di questo o quel contesto politico. EduCare propone di integrare nei percorsi scolastico-formativi tematiche attinenti l’educazione alla cura e la relazione di cura.

EduCare ci invita a immaginare la cura come un habitat all’interno del quale si possono esplorare la seduzione della reciproca interdipendenza e la tensione che caratterizza il costante avvicendarsi di ruoli, tipico del paradigma della cura. Desideriamo esplorare la traduzione della cura partendo dai nostri bisogni anziché dai nostri diritti e portare alla luce la natura non contrattuale della reciprocità che contraddistingue la relazione di cura.

Finora, il progetto EduCare è stato accolto positivamente da due importanti atenei italiani, l’Università Roma Tre e l’Università de L’Aquila e dalla Cayetano Heredia Medical School di Lima, Peru.

Presentazione e idea a cura di Cristina Finotti collaboratrice di Clown One e del Gesundheit Institute

Organizzazione seminari : se siete interessati  a organizzare uno di questi seminari , contattateci scrivendo a  clownoneitalia@gmail.com